Una nuova pagina per una nuova storia
tutta da raccontare e in parte anche tutta da scrivere

Una storia che per noi parte con il progetto
Rigenerazione culturale urbana
che ha dato il via nel 2018 alla nostra presenza presso il
Centro Culturale Valmaggi.
Partendo dalle esperienze maturate in questo nuovo contesto, dal lavoro comune con altre realtà del territorio, dalla consapevolezza che la condivisione con gli altri (associazioni e cittadini) degli obiettivi, delle pratiche, dei bisogni e delle visioni si determina il concretizzarsi di una comunità reale, abbiamo provato ad accettare una nuova sfida e dare vita ad un nuovo progetto.

“LUOGHI DI TRASFERIMENTO CULTURALE”

è il progetto scritto insieme da DireFareDare, Associazione per un centro sociale in quartiere (Centro Sociale Baldina), Ventimila Leghe e Freecamera, che abbiamo presentato a Fondazione Nord Milano all’interno del bando “Che bello essere noi”. 

E il progetto è uno tra quelli selezionati e finanziati.

Questo ci rende particolarmente felici ed orgogliosi

“LUOGHI DI TRASFERIMENTO CULTURALE” corrisponde alla creazione di un polo culturale, che non è un singolo luogo ma va visto invece come un “Centro Culturale Diffuso”: un luogo fisico costruito dalla somma di tanti luoghi fisici, così come lo sviluppo delle attività progettate sarà la somma di tanti interventi da realizzarsi nei vari luoghi e con molteplici obiettivi.

 Il territorio scelto è quello del quartiere 5 di Sesto S. G.; i luoghi individuati in questa fase di avvio sono quelli del Centro Culturale Valmaggi, del Centro Sociale Silvia Baldina, dei nuovi locali da attivare in Via Maffi 112, a cui aggiungere gli spazi aperti del quartiere: piazze, giardini e parchi, cortili condominiali. 

La fase difficile vissuta nel 2020 ha messo in luce come le comunità e i territori debbano avere le possibilità, le risorse e le capacità di rispondere alle necessità, alle emergenze e alle varie problematicità che possono trovarsi improvvisamente a dover fronteggiare. E le comunità e i territori sono una vera e propria comunità “educante” che, attraverso l’attenzione ai bisogni espressi, alla domanda di socialità, di ascolto e di crescita possono dare le risposte necessarie e agire per poter costruire insieme ciò che manca e di cui si ha necessità.

Gli interventi proposti nel progetto hanno al centro il tema della vulnerabilità sociale e ambientale con l’obiettivo di rigenerare legami sociali, promuovere la cultura nelle sue diverse forme e ridurre le diseguaglianze. 

L’impegno per una qualità della vita migliore e per un ambiente più sano passa attraverso un processo di ricostruzione comunitaria e responsabilizzazione collettiva.

La cultura, declinata nei suoi molteplici linguaggi e forme, è un potente vaccino contro la diffusione di virus altrettanto insidiosi del Covid-19.

“Costruire biblioteche è come costruire granai pubblici, ammassare riserve contro l’inverno dello spirito” scrive Marguerite Yourcenar, in “Memorie di Adriano”.

Se i libri sono la cura dell’anima, ancora di più lo è la CULTURA in tutte le sue forme possibili e i luoghi che la accolgono, sono necessari, al pari di scuole e ospedali.

Giorno dopo giorno aggiorneremo questa pagina con le iniziative, le proposte, le domande e con tutto ciò che potrà essere utile per far crescere tanti 

“LUOGHI DI TRASFERIMENTO CULTURALE”

 

Leggi le principali azioni previste nel progetto

Luoghi di trasferimento culturale

OCCHIO AL LOGO.  Abbiamo indetto un concorso rivolto a giovani tra i 15 e i 25 anni per l’ideazione di un logo che distinguesse tutte le iniziative e le azioni del progetto. Tra i 21 partecipanti è stata scelta la proposta di Denise Cattaneo. Ringraziamo lei e tutti gli altri e in particolare le ragazze e i ragazzi della classe IV H dell’Istituto Cartesio. Un logo che contiene le idee e le esperienze che tutti insieme saremo capaci di attivare.

Biblioteche di comunita'

Leggere ci dà un posto dove andare anche se dobbiamo rimanere dove siamo.

Con l’azione “Biblioteche di Comunità” si è riaperta la Biblioteca del Centro Sociale Silvia Baldina e lo si è fatto in un periodo in cui aprire un luogo di cultura è un gesto di speranza e di fiducia. Le volontarie hanno riordinato i libri, aggiornato il catalogo, predisposto tutto per l’accoglienza degli utenti.

Il catalogo dei libri a disposizione lo trovate collegandovi a http://biblio-csabaldina.vado.li/

Si inizia con due mattine alla settimana, il martedì e il giovedì dalle 10 alle 12.

In zona gialla l’accesso è libero, in zona arancione o rossa per accedere alla biblioteca è necessario prenotarsi inviando una mail a bibliobaldina@gmail.com

 

Pollici verdi al Baldina

Si lavora all’aperto, con calma.

I lavori nell’orto sono iniziati: si è cominciato a preparare la terra, smuoverla, farla respirare.

Si lavora col desiderio di poter accogliere, appena sarà possibile, chiunque vorrà avvicinarsi alla cura dell’orto e a tutto ciò che di bello può nascere intorno ad esso.

 

Via Maffi 112

Lo spazio di Via Maffi prende forma. 

Un mazzo di chiavi per aprire le porte, alcune spugne per pulire dalla polvere del vuoto, qualche pennello per dare colore alle pareti. E poi si comincia, si apre. Non si potrà fare una festa di inaugurazione, ma festeggeremo ogni giorno in cui qualcuno entrerà per chiedere “Cosa fate qui?” 

Sportelli informativi e di consulenza, percorsi di cittadinanza attiva a cui partecipare, incontri di sostegno, banca del tempo, condivisione di spazi e competenze, assistenza e supporto, luogo di sperimentazione.

Tante associazioni e realtà che insieme saranno capaci di realizzare uno spazio dove far convivere crescita e riflessione, rigenerazione urbana ed inclusione, ricerca artistica e progettazione sociale.